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Cos’è una segnalazione (WHISTLEBLOWING)

La segnalazione rappresenta il mezzo più efficace per prevenire e reprimere il dilagante fenomeno delle attività illecite che si consumano sui luoghi di lavoro. Essa è prevista dalle leggi sul whistleblowing, strumento legale ampiamente sperimentato negli U.S.A. e Gran Bretagna, che consente al dipendente pubblico o privato di segnalare comportamenti irregolari o attività illecite riscontrabili all’interno di un’organizzazione pubblica o privata. Non è previsto l’obbligo di adottare una procedura di segnalazione ma appare innegabile come essa rappresenti il mezzo più efficace per prevenire e reprimere il dilagante fenomeno delle attività illecite che si consumano sui luoghi di lavoro. Appare, infatti, incontestabile la disastrosa ricaduta, sotto il profilo economico e di danno all’immagine, che si registra sul corretto andamento dell’Ente o della Società coinvolta.


Cosa succede dopo l'invio della segnalazione

La segnalazione, grazie ad un sofisticato e sicuro processo di criptazione che rende illeggibili i dati personali del segnalante, sarà inoltrata al Responsabile della Prevenzione della Corruzione e Trasparenza (RPCT) o al Referente per la Gestione del Whistleblowing (RGW) della PA/Società. A seconda della modalità con cui è stato segnalato l'illecito, sono previste due diverse procedure per la gestione della segnalazione. Se la segnalazione viene effettuata a mezzo posta, l’ufficio protocollo dovrà apporre gli estremi del protocollo di arrivo sulla seconda busta chiusa senza aprirla e senza visionare il contenuto, avendo cura di inoltrare, senza ritardo, il plico al Responsabile della Prevenzione della Corruzione e Trasparenza (RPCT) o al Referente per la Gestione del Whistleblowing (RGW) della PA/Società. Tale forma di segnalazione non beneficerà della procedura informatizzata che prevede l’istantanea decodifica dei dati anagrafici rendendoli illeggibili a terzi, compreso il RPCT/RGW, ma sarà trattata in modo da non rendere noti i dati anagrafici contenuti nella seconda busta e ciò per garantire una efficace forma di tutela al segnalante. Nel caso di segnalazione per via telematica, escluso il caso in cui sia effettuata in modalità anonima, verrà applicata la procedura informatica per la riservatezza dei dati anagrafici e verrà garantita la tutela prevista dalla legge 30 novembre 2017, n. 179. Infatti, i dati anagrafici e personali del segnalante, criptati sin dall’inizio della procedura di segnalazione, risulteranno illeggibili a terzi soggetti, compreso il RPCT/RGW, e potrebbero essere resi noti a terzi solo nei casi espressamente previsti dalla normativa vigente in materia. Inoltre, i dati relativi alla parte descrittiva dei fatti illeciti e alla documentazione a corredo della segnalazione, saranno resi leggibili soltanto ai soggetti autorizzati facenti parte della commissione d’indagine.

Chi è il whistleblower

E’ il soggetto che in ragione del proprio lavoro, svolto all’interno di un’azienda pubblica o privata, viene a conoscenza di un comportamento irregolare, illegale, potenzialmente dannoso per la collettività e decide di segnalarlo all’interno dell’azienda stessa o all’autorità giudiziaria o ai mass media, per porre fine a quel comportamento".

Chi può fare una segnalazione
  1. dipendenti o collaboratori della PA/Società per segnalare reati o irregolarità di cui siano venuti a conoscenza nell'ambito di un rapporto di lavoro pubblico o privato.
  2. I collaboratori o consulenti, con qualsiasi tipologia di contratto o incarico e a qualsiasi titolo; i titolari di organi o incarichi negli uffici di diretta collaborazione delle autorità politiche; i collaboratori a qualsiasi titolo di imprese fornitrici di beni o servizi e che realizzano opere in favore dell’amministrazione. E’ necessario verificare quali amministrazioni abbiano esteso a tali soggetti gli obblighi di condotta che il Codice Etico stabilisce per i propri dipendenti
I soggetti non rientranti nelle succitate categorie non possono beneficiare della tutela prevista dalla Legge n.179/2017.
Come fare una segnalazione
La segnalazione può essere inoltrata:
  1. A mezzo posta, avendo cura di inserire la documentazione in doppia busta chiusa, da inviarsi all’ufficio protocollo e indirizzata al “Responsabile della Prevenzione della Corruzione e Trasparenza – o Referente per la Gestione del Whistleblowing – Ufficio del whistleblower”. Nel caso di segnalazione effettuata da un dipendente della PA/Società destinataria della segnalazione, la busta contenente i dati e i documenti deve riportare la dicitura "segnalazione protetta ai sensi della Legge n.179/2017".
  2. Per via telematica, previa compilazione dell’apposito form disponibile sul sito istituzionale dell’AP o della Società destinataria della segnalazione. Tale procedura è caratterizzata dall’impiego di sofisticata tecnologia capace di criptare in tempo reale, sin dal momento dell’inoltro della segnalazione, i dati personali del segnalante che risultano non fruibili da parte di terzi, tranne che nei rarissimi casi espressamente previsti dalla Legge. All’esito dell’invio della segnalazione, effettuata tramite l'apposito modulo online, si riceve in maniera riservata, via email o sms, il codice identificativo necessario a confermare l’inoltro della segnalazione. E’ possibile monitorare lo stato della segnalazione inserendo nel riquadro di accesso alla segnalazione lo stesso codice identificativo ricevuto.

Riservatezza

I dati personali del segnalante saranno trattati con la massima riservatezza e resi illeggibili finanche al RPCT/RGW destinatario della segnalazione. Al contrario, i dati relativi ai fatti oggetto della segnalazione saranno resi leggibili solo ai soggetti autorizzati a svolgere le indagini necessarie ad accertare la veridicità dei fatti segnalati. Tutti i dati saranno trattati ai sensi del Decreto Legislativo 30/06/2003, n. 196/2003 c.d. Codice della Privacy, come modificato dal D.lgs n. 101/2018


Tutela

L’Italia, sostenuta anche dall’ ONU, OCSE e Consiglio d’Europa, ha introdotto, attraverso la Legge n. 190/2012 (c.d. legge anticorruzione), una efficace forma di tutela al dipendente, e ai soggetti ad esso equiparati, nell’ambito dell’amministrazione pubblica e privata. Tale forma di tutela, disciplinata dalla Legge n. 179/2017, protegge il segnalante dal concreto rischio di essere sottoposto ad azioni intimidatorie, ritorsive o al licenziamento. (riferimento pdf norma)


Normativa
Di seguito la normativa più significativa richiamata dall'ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione):
  • Decreto Legislativo 30/06/2003, n. 196 modificato dal D.lgs n. 101 del 10 agosto 2018 Codice in materia di protezione dei dati personali, recante disposizioni per l’adeguamento dell’ordinamento nazionale al regolamento (UE) 2016/679
  • LEGGE 28 dicembre 2017, n. 179 Disposizioni per la tutela degli autori di segnalazioni di reati o irregolarità di cui siano venuti a conoscenza nell'ambito di un rapporto di lavoro pubblico o privato.
  • Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016 relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la direttiva 95/46/CE.
  • Determinazione ANAC n. 6 del 28/4/2015 Linee guida in materia di tutela del dipendente pubblico che segnala illeciti (c.d. whistleblower)
  • LEGGE 6 novembre 2012, n. 190 Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione
  • Decreto Legislativo 30 marzo 2001, n. 165 Norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche
  • DECRETO-LEGGE 24 giugno 2014, n. 90 Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l'efficienza degli uffici giudiziari
  • LEGGE 31 dicembre 2009, n. 196 Legge di contabilità e finanza pubblica
  • art. 2043 Codice Civile (L. R.D. 16 marzo 1942, n. 262)
  • Codice penale Titolo II capo I (Regio Decreto 19 ottobre 1930, n. 1398, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 26 ottobre 1930, n. 251)
  • L. n. 241/1990 ("Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi")
  • Decreto Legislativo 30 giugno 2003, n. 196 Codice in materia di protezione dei dati personali
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Cos’è una segnalazione (WHISTLEBLOWING)

La segnalazione rappresenta il mezzo più efficace per prevenire e reprimere il dilagante fenomeno delle attività illecite che si consumano sui luoghi di lavoro. Essa è prevista dalle leggi sul whistleblowing, strumento legale ampiamente sperimentato negli U.S.A. e Gran Bretagna, che consente al dipendente pubblico o privato di segnalare comportamenti irregolari o attività illecite riscontrabili all’interno di un’organizzazione pubblica o privata. Non è previsto l’obbligo di adottare una procedura di segnalazione ma appare innegabile come essa rappresenti il mezzo più efficace per prevenire e reprimere il dilagante fenomeno delle attività illecite che si consumano sui luoghi di lavoro. Appare, infatti, incontestabile la disastrosa ricaduta, sotto il profilo economico e di danno all’immagine, che si registra sul corretto andamento dell’Ente o della Società coinvolta.


Cosa succede dopo l'invio della segnalazione

La segnalazione, grazie ad un sofisticato e sicuro processo di criptazione che rende illeggibili i dati personali del segnalante, sarà inoltrata al Responsabile della Prevenzione della Corruzione e Trasparenza (RPCT) o al Referente per la Gestione del Whistleblowing (RGW) della PA/Società. A seconda della modalità con cui è stato segnalato l'illecito, sono previste due diverse procedure per la gestione della segnalazione. Se la segnalazione viene effettuata a mezzo posta, l’ufficio protocollo dovrà apporre gli estremi del protocollo di arrivo sulla seconda busta chiusa senza aprirla e senza visionare il contenuto, avendo cura di inoltrare, senza ritardo, il plico al Responsabile della Prevenzione della Corruzione e Trasparenza (RPCT) o al Referente per la Gestione del Whistleblowing (RGW) della PA/Società. Tale forma di segnalazione non beneficerà della procedura informatizzata che prevede l’istantanea decodifica dei dati anagrafici rendendoli illeggibili a terzi, compreso il RPCT/RGW, ma sarà trattata in modo da non rendere noti i dati anagrafici contenuti nella seconda busta e ciò per garantire una efficace forma di tutela al segnalante. Nel caso di segnalazione per via telematica, escluso il caso in cui sia effettuata in modalità anonima, verrà applicata la procedura informatica per la riservatezza dei dati anagrafici e verrà garantita la tutela prevista dalla legge 30 novembre 2017, n. 179. Infatti, i dati anagrafici e personali del segnalante, criptati sin dall’inizio della procedura di segnalazione, risulteranno illeggibili a terzi soggetti, compreso il RPCT/RGW, e potrebbero essere resi noti a terzi solo nei casi espressamente previsti dalla normativa vigente in materia. Inoltre, i dati relativi alla parte descrittiva dei fatti illeciti e alla documentazione a corredo della segnalazione, saranno resi leggibili soltanto ai soggetti autorizzati facenti parte della commissione d’indagine.

Chi può fare una segnalazione
  1. dipendenti o collaboratori della PA/Società per segnalare reati o irregolarità di cui siano venuti a conoscenza nell'ambito di un rapporto di lavoro pubblico o privato.
  2. I collaboratori o consulenti, con qualsiasi tipologia di contratto o incarico e a qualsiasi titolo; i titolari di organi o incarichi negli uffici di diretta collaborazione delle autorità politiche; i collaboratori a qualsiasi titolo di imprese fornitrici di beni o servizi e che realizzano opere in favore dell’amministrazione. E’ necessario verificare quali amministrazioni abbiano esteso a tali soggetti gli obblighi di condotta che il Codice Etico stabilisce per i propri dipendenti
I soggetti non rientranti nelle succitate categorie non possono beneficiare della tutela prevista dalla Legge n.179/2017.
Come fare una segnalazione
La segnalazione può essere inoltrata:
  1. A mezzo posta, avendo cura di inserire la documentazione in doppia busta chiusa, da inviarsi all’ufficio protocollo e indirizzata al “Responsabile della Prevenzione della Corruzione e Trasparenza – o Referente per la Gestione del Whistleblowing – Ufficio del whistleblower”. Nel caso di segnalazione effettuata da un dipendente della PA/Società destinataria della segnalazione, la busta contenente i dati e i documenti deve riportare la dicitura "segnalazione protetta ai sensi della Legge n.179/2017".
  2. Per via telematica, previa compilazione dell’apposito form disponibile sul sito istituzionale dell’AP o della Società destinataria della segnalazione. Tale procedura è caratterizzata dall’impiego di sofisticata tecnologia capace di criptare in tempo reale, sin dal momento dell’inoltro della segnalazione, i dati personali del segnalante che risultano non fruibili da parte di terzi, tranne che nei rarissimi casi espressamente previsti dalla Legge. All’esito dell’invio della segnalazione, effettuata tramite l'apposito modulo online, si riceve in maniera riservata, via email o sms, il codice identificativo necessario a confermare l’inoltro della segnalazione. E’ possibile monitorare lo stato della segnalazione inserendo nel riquadro di accesso alla segnalazione lo stesso codice identificativo ricevuto.

Chi è il whistleblower

E’ il soggetto che in ragione del proprio lavoro, svolto all’interno di un’azienda pubblica o privata, viene a conoscenza di un comportamento irregolare, illegale, potenzialmente dannoso per la collettività e decide di segnalarlo all’interno dell’azienda stessa o all’autorità giudiziaria o ai mass media, per porre fine a quel comportamento".


Riservatezza

I dati personali del segnalante saranno trattati con la massima riservatezza e resi illeggibili finanche al RPCT/RGW destinatario della segnalazione. Al contrario, i dati relativi ai fatti oggetto della segnalazione saranno resi leggibili solo ai soggetti autorizzati a svolgere le indagini necessarie ad accertare la veridicità dei fatti segnalati. Tutti i dati saranno trattati ai sensi del Decreto Legislativo 30/06/2003, n. 196/2003 c.d. Codice della Privacy, come modificato dal D.lgs n. 101/2018


Tutela

L’Italia, sostenuta anche dall’ ONU, OCSE e Consiglio d’Europa, ha introdotto, attraverso la Legge n. 190/2012 (c.d. legge anticorruzione), una efficace forma di tutela al dipendente, e ai soggetti ad esso equiparati, nell’ambito dell’amministrazione pubblica e privata. Tale forma di tutela, disciplinata dalla Legge n. 179/2017, protegge il segnalante dal concreto rischio di essere sottoposto ad azioni intimidatorie, ritorsive o al licenziamento. (riferimento pdf norma)


Normativa
Di seguito la normativa più significativa richiamata dall'ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione):
  • Decreto Legislativo 30/06/2003, n. 196 modificato dal D.lgs n. 101 del 10 agosto 2018 Codice in materia di protezione dei dati personali, recante disposizioni per l’adeguamento dell’ordinamento nazionale al regolamento (UE) 2016/679
  • LEGGE 28 dicembre 2017, n. 179 Disposizioni per la tutela degli autori di segnalazioni di reati o irregolarità di cui siano venuti a conoscenza nell'ambito di un rapporto di lavoro pubblico o privato.
  • Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016 relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la direttiva 95/46/CE.
  • Determinazione ANAC n. 6 del 28/4/2015 Linee guida in materia di tutela del dipendente pubblico che segnala illeciti (c.d. whistleblower)
  • LEGGE 6 novembre 2012, n. 190 Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione
  • Decreto Legislativo 30 marzo 2001, n. 165 Norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche
  • DECRETO-LEGGE 24 giugno 2014, n. 90 Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l'efficienza degli uffici giudiziari
  • LEGGE 31 dicembre 2009, n. 196 Legge di contabilità e finanza pubblica
  • art. 2043 Codice Civile (L. R.D. 16 marzo 1942, n. 262)
  • Codice penale Titolo II capo I (Regio Decreto 19 ottobre 1930, n. 1398, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 26 ottobre 1930, n. 251)
  • L. n. 241/1990 ("Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi")
  • Decreto Legislativo 30 giugno 2003, n. 196 Codice in materia di protezione dei dati personali
Nel caso di Società, private o equiparate alla PA, si invita a prendere visione del Modello Organizzativo o della documentazione informativa relativa al Whistleblowing